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« Quando le stelle si saranno allineate alcune forze ignote libereranno i corpi dei Grandi Antichi. [...] I sacerdoti segreti faranno risorgere il Grande Cthulhu dalla tomba per ripristinare il suo dominio sulla Terra... L'umanità diverrà come i Grandi Antichi: libera e selvaggia, al di sopra del bene e del male, senza leggi né morale. [...] Gli Antichi liberati insegneranno all'umanità nuovi modi di urlare e uccidere, e tutta la Terra brucerà in un olocausto di estasi e libertà . »
Tutti, direttamente o indirettamente, hanno sentito parlare di
H.P. Lovecraft: instancabile narratore, oscuro profeta della fine, sacerdote dell’inquietudine, coraggioso capitano al timone di un inconscio alla deriva nei meandri più oscuri della follia. Questo prolifico autore, riconosciuto universalmente come supremo maestro della letteratura horror e come precursore del genere fantascientifico, con le sue opere è stato in grado di dare vita ad un immaginario unico ed avvincente che, da decenni, ha rapito ed influenzato generazioni di artisti e visionari. I suoi racconti spaventano, disgustano, ma allo stesso tempo indagano l’oscurità naturalmente presente dentro ognuno di noi. La sua disperazione ci rende schiavi della sofferenza che scaturisce dal suo travaglio artistico. Le sue storie ci fanno innamorare del male, un male così forte che risulta essere invincibile. E noi chiniamo il capo, gioiosamente rassegnati a precipitare in questo vortice.
Questa festa è dedicata all’opera più famosa del Solitario di Providence, Il richiamo di Cthulhu, e alla meravigliosa cosmogonia da lui creata.
Come moderni ierofanti del caos celebriamo il Grande Cthulhu, veneriamo il disordine che venne, aspettiamo la fine che verrà . E non è detto che, nel mentre, non ci si possa divertire.
Il River Market sarà la nostra personale corte di Azathoth, il disgustoso dio che balla obnubilato, inconsapevole della sua potenza. Il Tevere come centro dell’universo, da cui si dipana l’energia mistica che tiene insieme i mille mondi. E guai a destare il Demone Sultano dalla sua cieca frenesia, la realtà potrebbe essere solo un parto del suo sogno e, una volta sveglio, tutto finirebbe... Intorno a lui danzano gli altri dei Esterni, che traggono dalla sua energia poteri antichi e sconosciuti. E noi, come loro, danzeremo instancabili, deboli prede del vizio e del peccato. Bramiamo la carne. Perseguiamo egoisticamente il piacere. Non vi è vergogna nel fare ciò per cui siamo nati. Siamo sangue. Siamo istinto primordiale. Caos primitivo, attitudine bestiale. La genuinità ancestrale del fare quello che vogliamo. Facciamolo insieme. Lunga vita alla morte, finisca presto la vita. Per vivere per sempre.
« Non è morto ciò che può attendere in eterno, e in strani eoni anche la morte può morire. »
Meglio dei Maya, no?
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